Secondo la Coldiretti, nel 1861 in Italia una persona mangiava circa 1 kg di pane al giorno, oggi la media è di 80 grammi. Nonostante il notevole calo dei consumi, quello artigianale continua ad essere di gran lunga il preferito dai consumatori.

Frutto di un duro lavoro, espressione della tradizione e di un’arte antica, generalmente viene realizzato con farine che provengono dal territorio e con lievito madre. La lavorazione ed i tempi di produzione incidono sui costi e quindi sul prezzo al consumo, ma il prodotto, intensamente profumato, è gustoso, nutriente e sano.

Il pane industriale o semi-industriale, spesso inodore, ha un colore pallido e poco sapore, ma soprattutto contiene additivi che vengono utilizzati per ridurre i tempi di produzione. A differenza di quello realizzato artigianalmente, che può durare alcuni giorni, nel giro di 24 ore diventa duro o gommoso.